Le incredibili realizzazioni di Mechart Milano!

Appassionati di meccanica e non, oggi vogliamo presentarvi Luca Varisco e della sua attività: la Mechart Milano.

Ebbene, Luca è un genio, recupera pezzi di moto per realizzare oggetti funzionali (ad esempio, un cavatappi ricavato da una biella) e d’arredamento. Darei un rene per un tavolino fatto come questo:

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Potevamo noi MdM non innamorarci di quest’azienda?

Ora bando alle ciance, godetevi questa gallery: ci sono un sacco di esempi di quello che Luca è in grado di fare.

La cosa più bella? Tutto quello che vedete in questa gallery (e anche di più) sono acquistabili direttamente dal suo sito! Troverete il link in fondo alla pagina.

 

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Ma non è tutto: avete dei pezzi di moto/auto abbandonati in garage e non sapete cosa farvene? Inviate una foto a Mechart, Luca vi dirà subito cosa può fare per trasformare il ferrovecchio in qualcosa di utile e bello da vedere. Contattatelo sulla sua pagina Facebook!

 

Potete acquistare questi oggetti sul sito ufficiale di Mechart Milano: http://www.mechartmilano.com/it/

 

E, già che ci siete, buttate un like alla sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/mechartmilano/

Oltretutto, ha un concorso a premi che scade a fine mese, date un’occhiata a questo post

 

 

Un raduno Ferrari… Finito male!

Vi mostriamo in esclusiva le foto del nostro fan Mike del raduno svoltosi ieri a Cortina D’Ampezzo, c’è stata una serie di sfortunati eventi per i partecipanti.
Ci descrive anche quanto è successo:
“Uno dei partecipanti con una fiammante LaFerrari è andato dritto in curva, ad un un altro l’auto ha preso fuoco in un distributore, un altro ancora ha fatto un dritto in strada sul guard-rail, ulteriori due si sono tamponati.”

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Insomma, i cavallini c’erano, mancavano forse i ferri di cavallo, classici portafortuna!

 

 

Quel gran bel culo.

La tedesca dal bel culo

You are so sexy. Bionde, more. Occhi azzurri, occhi scuri. Magre, curvy. In fatto di donne, per fortuna, abbiamo tutti gusti diversi.

Una cosa che non piace a nessuno è però il culo basso e largo.

 

Ne esiste solo uno al mondo per cui ogni uomo si gira: quello della Porsche. Leggi Porsche e pensi 911, a quel suo posteriore che scende morbido fin quasi a toccare la strada.

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Una linea talmente caratteristica che alla fine ti sembra quasi sempre uguale. Una macchina che non invecchia mai. Due occhi grandi, un cofano lungo e un posteriore dannatamente sexy. Si dice che Steve Jobs portasse la Porsche come esempio di design perfetto. Lui, talmente puntiglioso da passare due giorni interi ad accarezzare fogli di alluminio, per capire che grado di satinatura dovesse avere il retro del primo iPhone, riteneva la Porsche perfetta. La 911 potrebbe stare in un museo, non dell’auto, ma di design. Dalla prima Porsche (356 – 1948) a oggi sono arrivati la galleria del vento a plasmare le carrozzerie in cerca dell’aerodinamica, i fari allo xeno, i led, i cerchi in lega, le carrozzerie alleggerite, ma lei è rimasta sempre la stessa. Son cambiate tante cose, ma nessuna di queste l’ha cambiata.

 

È probabilmente la macchina più distinguibile tra tutte. Parcheggia un centinaio di supercar una affianco all’altra e fai una foto al loro posteriore. La prima che noterai , con ogni probabilità, è proprio la tedesca.

Le origini.

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Già, proprio dalla Germania, una terra così rigorosa, precisa, da cui arrivano storicamente macchine tanto efficienti quanto dalla scarsa personalità, nasce la Porsche.

Più precisamente Stoccarda, dalla mente e dalla matita di un genio assoluto, l’ing. Ferdinand Porsche. Nel 1900 aveva presentato una macchina con il motore nelle ruote. Durante le guerre progetta aeroplani, carri armati, mezzi ibridi. Ed è a lui che Hitler si rivolge, chiedendogli di ideare una macchina per il popolo (nasce la Volkswagen) e poi maggiori prestazioni (ed ecco la Porsche). In realtà Hitler stesso non riuscirà mai a vedere la prima Porsche, che viene prodotta nel 1948, dopo ben dieci anni di studi e prototipi.

 

Sbalziamo.

Dieci anni che portano anche a soluzioni tecniche piuttosto innovative, come il motore a sbalzo. Esistono le macchine con motore anteriore, quelle con motore centrale o quelle con motore posteriore. E poi c’è la Porsche che da sempre ha il motore a sbalzo, ovvero oltre l’asse posteriore. Bisogna fare alcune considerazioni per capire le necessità di mettere il motore li: prima di tutto pratiche, il motore tedesco era tipicamente Boxer e quindi più voluminoso, in secondo luogo ideali. La Porsche nasce come auto ad alte prestazioni ma per veri gentleman. Rispettabili uomini d’affari che potevano passare il week end in pista, per poi il lunedì mattina andare in ufficio. Avevano bisogno di una macchina ad alte prestazioni, con un motore grosso da maltrattare tra i cordoli, ma anche di un abitacolo spazioso (difficile con un motore centrale) per accompagnare il figlioletto a scuola o per un week end romantico. Infine motore a sbalzo e grande potenza significano sovrasterzi facili, derapate alla portata di tutti… e sappiamo che anche al vero gentleman le curve piacciono.
E cosi pian piano quello che è un strutturalmente un minus, diventa nel complesso un plus, un segno distintivo della macchina. Un difetto che gli appassionati vogliono. Tanto che negli anni ’70 e ’80 Porsche lancia la 924, 944, 968 e 928: tutte con motore anteriore e trazione e cambio posteriori. Ottime macchine. Più veloci. Più guidabili. Più precise. Meno Porsche. Meno vendite.

 

 

Crisi

Dopo il vano tentativo di rinnovarsi degli anni 70 e 80, si torna al motore a sbalzo ma con un’altra novità. A metà degli anni 90 nasce la Boxster: la prima Porsche con motore raffreddato a liquido, che da li in poi monterà su tutte le auto di Stoccarda. Non deve essere stata una decisione facile, ma le sempre più pressanti norme anti inquinamento hanno probabilmente avuto un ruolo fondamentale. Addio raffreddamento ad aria, in favore di motori più prestazionali raffreddati a liquido. I porschisti non accetteranno mai fino in fondo il motore raffreddato a liquido, figuriamoci la Boxster “colpevole” di questa innovazione. Non sono anni facili. Le vendite non vanno, le scelte di management non sono delle migliori e i costi troppo alti. Far digerire il motore raffreddato a liquido non è facile, e la Porsche a fine anni novanta sembra destinata a un triste destino.

Rinascita

Bussano alla porta i giapponesi di Toyota per comprare, ma la famiglia Porsche tiene duro, ricapitalizza e cambia tutto il management. La Porsche cambia passo. Riorganizzazione. Meno costi produttivi. Più ricerca e sviluppo (ogni anno il 7-10% del fatturato viene investito qui, la media nel mondo dell’auto è intorno al 3%). Restando sempre sé stessa, lancia il Cayenne, che ha portato il segmento SUV a un gradino più alto del lusso, la Panamera, ma anche la Carrera GT, supersportiva e superesclusiva,fino ad arrivare alla 918, prima ibrida made in Stoccarda. A fine anni Novanta facevano fatica a stare in piedi, oggi fanno fatica a stare dietro agli ordini.
L’elemento chiave è stato ripartire da zero, guardando al futuro (attraverso il centro ricerche) ma partendo da capisaldi inamovibili: l’eccellenza, la ricerca della perfezione, la capacità delle Porsche di trasmettere sensazioni uniche a chi le guida.
E ovviamente quel meraviglioso culo basso.

Articolo di Alessandro Stornelli

 

 

24H Le Mans 2016, oggi in pista per la prima sessione di libere.

Oggi sul tracciato Francese i 180 piloti partecipanti inizieranno a guidare per le prime prove ufficiali.

Siete pronti a seguire l’84° edizione della gara più famosa al mondo ?

Vediamo insieme il programma dell’intero Weekend, gli orari e dove vederla.

15 Giugno 2016

Poche ore ci separano dall’inizio della “Mythique” 24h Le Mans, una delle più spettacolari ed emozionanti gare di Endurance.

Le auto scenderanno per la prima volta in pista oggi pomeriggio alle 16:00 per la prima sessione di libere del weekend.

La gara da tradizione partirà Sabato alle 15:00, grande ospite e starter di quest’anno l’attore Brad Pitt.

Se non siete riusciti a procurarvi i biglietti per la “gara dell’anno” oppure siete stufi del solito sabato sera a puttane, potrete seguire tutto il weekend live su Eurosport ed Eurosport 2.

Mercoledì 15 Giugno

Eurosport – ore 16:00 – Libere (4h)

Eurosport – ore 22:00 – Qualifiche 1 (2h)

Giovedì 16 Giugno

Eurosport – ore 19:00 – Qualifiche 2 (2h)

Eurosport – ore 22:00 – Qualifiche 3 (2h)

Sabato 18 Giugno

Eurosport – ore 9:00 – Warm Up (1h)

Eurosport – ore 11:00–>12:15 – Gara “Road to LeMans”

Eurosport – ore 14:15–>23:15 – Gara

Eurosport 2 – ore 23:15–>23:30 – Gara

Eurosport – ore 23:30–>00:00 – Gara

Domenica 19 Giugno

Eurosport – ore 00:00–>8:30 – Gara

Eurosport 2 – 8:30–>9:00 – Gara

Eurosport – 9:00–>15:45 – Gara e Podio

 

Simone

Panamera vandalizzata – L’incredibile restauro degli interni

Incredibile il lavoro fatto da questa azienda per recuperare gli interni di una Panamera.

 

Che dite, vendetta di una ex ragazza oppure vandalismo fine a se stesso?

Diteci la vostra!

 

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Credits: http://www.colourlock.it/

MdM presenta: il Land Rover Defender

Ai giorni d’oggi la parola “fuoristrada” è abusata. Ne abusa l’uomo  con il quale sto parlando in questo momento. Sono in una concessionaria Mazda e sono andato a vedere la CX-3, che fra motori, equipaggiamento ed estetica offre un pacchetto molto interessante. Non la devo comprare, vado solo per fare mille domande al rivenditore e poi me ne andrò via con la Panda di sempre. Ma ho un consiglio da dare al venditore: che non la chiami mai più fuoristrada. Non lo è, chiaro? E’ un’auto che qualcuno comprerà affinché la moglie vada a farci la spesa. Eh si ma è a trazione integrale, mi fa. AWD. Ma le ridotte ce le ha?

L’omino si è infastidito: mi sa che ha capito che non comprerò nulla. Peccato, perché stavo per chiedergli un test drive. Me ne vado via pensando: tutti i maestri del marketing che ti vogliono far credere di poter scalare le montagne, guadare fiumi, saltare fra le dune con queste auto un po’ rialzate. Ma perché non si fanno un esame di coscienza? Quanto possono godere quando, vedendo il video di un impedito che resta bloccato nel fiume con la Cayenne che loro gli hanno venduto, pensano a come si è fatto inchiappettare? Per me tanto.

Quindi se avete intenzione di fare cazzate, fatele con l’auto giusta.

Una di queste auto è il Defender. Chiedetelo a chi ce l’ha. Chiedetelo ai volontari della croce rossa che li usano per attraversarci il deserto. Chiedetelo a quelli della protezione civile, chiedetelo ai militari, chiedetelo ai contadini inglesi che, dopo quasi settant’anni,  ancora non riescono a distinguerlo dal trattore. O chiedetelo direttamente alla loro regina…

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È stato nei posti peggiori della terra, sguazzando nel fango come neanche un maiale farebbe. È stato al polo Nord e al polo Sud, reso celebre da esploratori come Ranulph Fiennes, ha corso edizioni su edizioni di Dakar e numerose altre competizioni (da sburro le versioni del Defender modificati da Bowler).

Land Rover Series - Defender - GIFMANIA

Inoltre ha servito le forze armate di numerosissimi paesi, fra i quali i nostri Carabinieri, che l’hanno avuto in dotazione con il 2.0 benzina aspirato. Ma lasciamo da parte il patriottismo, ho trovato una serie di immagini che sicuramente vi interessano di più.
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(Se vi piace l’abbinamento Defender+vagiàina, date un’occhiata a defenderladies.tumblr.com)

Il Defender ha un disegno iconico, inconfondibile, come tutte le auto prodotte per tanti anni, tant’è che per molti c’è sempre stata, come lo zio Tobia nel paese d’origine dei propri genitori. Prima o poi lo vieni a conoscere, e quando se ne va è come se se ne andasse un pezzo di cuore. È un po’ stato così per tutti qualche mese fa quando, dopo ben 68 anni, l’ultimo esemplare, venduto per 400mila sterline, è uscito dalla fabbrica storica di Solihull.

Ma come è nata questa leggenda del trasporto intercontinentale?

Land Rover Series - Defender - GIFMANIA

Tutto ebbe inizio dopo la seconda guerra mondiale, che terminò lasciando un’Europa tutta da ricostruire. La produzione automobilistica europea durante la guerra era stata parzialmente interrotta per lasciar spazio all’industria bellica, e aveva bisogno di un forte slancio per ripartire.

Quindi varie Case automobilistiche presero l’iniziativa di costruire modelli che fossero economici e che potessero essere venduti ovunque.

Una di queste fu la Rover, che, non riuscendo a vendere auto di lusso, decise di progettare un prodotto completamente nuovo, ispirato alla Willys americana, ma più “civile”, meglio rifinito e soprattutto, più economico. Così nel 1948 nasce il Land Rover.

TUTTO IN FAMIGLIA
Il progetto fu affidato a Maurice Wilks, che per realizzare il prototipo prese proprio una Willys e ci disegnò sopra una carrozzeria inedita. Il nome invece fu inventato dal fratello di Wilks, Spencer, ai tempi manager della Rover.

Il boss infatti aveva una tenuta in campagna, e aveva già appioppato questo nome a una Rover con le sospensioni rialzate, che usava per muoversi nelle sue terre.

Il nome Defender invece arrivò molto dopo che Land Rover divenne un marchio a sé stante: solo i modelli dal 1990 in poi vengono denominati così. E dal 1948 al ’90 quanta acqua è passata sotto i ponti…

La prima serie fu prodotta dal ’48 al ’58, e ricevette diversi aggiornamenti. Primo fra tutti l’eliminazione del sistema di trazione integrale su ruote libere, sostituito da un più efficace sistema disinseribile. Aumentarono le dimensioni: dai cc del motore (con gli anni si passò da un 1600 a un due litri) alla lunghezza. I primi Land Rover avevano infatti il passo di ottanta pollici, ma con le varie generazioni è stato allungato fino a raggiungere i 90 e i 110 delle più recenti Defender.

Dal 1957 viene offerta la possibilità di avere un motore diesel, mentre la terza serie (1971) poteva montare, tra le varie opzioni, il V8 della Range Rover, ma depotenziato. Nel frattempo era arrivata un’importante modifica al frontale: i fanali infatti vengono spostati sui parafanghi, e lì resteranno fino ai giorni nostri.

Ma la forma della Land Rover che meglio conosciamo è quella dei modelli 90 e 110 prodotti dal 1983 in poi, o del 127 dell’85. Questa è la versione più o meno definitiva, con sospensioni a molla e trazione integrale permanente, e la meccanica rimane più o meno invariata su quella che conosciamo come Defender che si poteva comprare nuova fino a qualche mese fa (le uniche differenze erano figlie della gestione Ford, che nel 2007 ci monta il 2.4 Tdci e un nuovo sei marce).

Land Rover Series - Defender - GIFMANIA

Per la gioia dei fiattari che vanno chiamati sempre e comunque in causa, la trasmissione Fifth Gear ha organizzato una gara fra l’ultima Panda Cross e la Defender, entrambe originali. La Defender ha la trazione integrale permanente, e dà la possibilità di girare con le ridotte, i differenziali anteriori e posteriori bloccati e quello centrale libero. Ma causa del peso è rimasta impantanata nel fango. Invece la Panda, che ha la trazione anteriore con l’integrale che interviene solo in mancanza di grip, ma anche più sofisticati differenziali a bloccaggio elettronico, e  soprattutto pesa poco più di 1000kg, è riuscita finire il percorso.

Ma questa è una delle pochissime occasioni in cui il Defender è stato disonorato: nella trasmissione rivale Top Gear un Land Rover prima serie ha scalato il muro di una diga, guidando con una pendenza vicina ai 90°.
Le uniche modifiche erano un secondo motore disposto su una pedana girevole, in modo da non risentire della pendenza (e non spegnersi), e una fune che non tirava su, ma doveva solo impedire che l’auto cadesse.

E tu, hai qualche aneddoto da raccontare sul Defender? Manda la tua storia a giacomo@mdmitalia.it e la pubblicheremo sul nostro sito web. Nel frattempo guardati questa compilation.

 

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The Grand Tour – il ritorno di Clarkson, Hammond e May!

“Tre sono i sette nani, dopo che è crollata la miniera. Tre son le ruote della Volvo, parcheggiata in un quartiere malfamato…” cantava Marina Massironi per introdurre il trio comico preferito d’Italia. Invece il trio preferito da MDM lo potete immaginare, e finalmente è tornato! Clarckson, Hammond e May sono finalmente on-air grazie ad Amazon. Sembrava potessimo farne a meno, poi dopo esserci subiti Top Gear Italia (e dopo esserci quindi lavati gli occhi con la candeggina) ci siamo resi conto di quanto ci potessero mancare. Mano al portafogli e tutti su Amazon!!!

Intervista un tester: le domande dei fan di MdM!

Non ce l’avevate chiesto, l’abbiamo fatto lo stesso perché siamo degli sfaccendati. Siccome siete sfaccendati pure voi, di certo molti non ci avranno nemmeno fatto caso quindi cazzacci loro. Parliamo dell’intervista a un tester automobilistico che vi abbiamo promesso, e che grazie a Claudio Anniciello, di  Elaborare, siamo riusciti a mettere in piedi. Abbiamo raccolto le vostre domande e gliele abbiamo rigirate, ed ecco rapidissime le risposte! Ci auguriamo sappiate leggere, o abbiamo lavorato per nulla.

No, non parliamo di questo tester

E comunque no, non parliamo di questo tipo di tester

Francesco Figura Chiedetegli che ore sono!

Claudio: Sono le 21.09 (cominciamo bene…per essere la prima domanda)


Amedeo Fumarola Perché un’importante rivista di settore si fa intervistare da Mdm? 😉

Claudio: No, sia ben chiaro: non è una rivista che si fa intervistare, ma un test driver. Che dire, ho il piacere di conoscere la testa di MdM che ha avuto l’idea della pagina, e quando mi ha proposto la cosa ne sono stato molto allettato!


Willy Dani Le case costruttrici pagano il tuo datore di lavoro (editore) per gli spazi pubblicitari. Tu tester devi recensire l’auto. Quanto influenza questo meccanismo sulla tua imparzialità? A seconda della campagna pubblicitaria stipulata con l’editore per la macchina che stai recensendo, riesci a rimanere imparziale o censuri?

Claudio: Bella questa! Beh, è un mondo che si muove dietro la pubblicità e su questo non ci piove, ma qui entra in gioco anche l’etica professionale: non esiste che io cominci a raccontare balle a chi mi segue e mi legge. Ogni auto ha pregi e difetti, nessuna ha solo gli uni o gli altri, e per quanto le case possano fare pubblicità è bene che vengano messi in evidenza entrambi. C’è poi da dire che, com’è giusto che sia, c’è modo e modo di raccontare le cose e questo particolare gioca un ruolo fondamentale.


Nando Ferdinando Pederzoli Hai mai testato la vecchia panda 4×4? Quanti kg deve pesare il cadavere nel bagagliaio della 75 per ottimizzare al meglio l’assetto dell’alfa?

Claudio: NO, MALEDIZIONE!!! Un sogno che ancora non sono riuscito ad avverare….sai che ignoranza….. Per la 75 beh, solitamente si tagliano a pezzi e si riempie il bagagliaio del tutto: è una questione di tetris. Dopo la 75 va un amore


Marco Saetta Rossi Io vorrei chiedere: quanto incide l’importanza di una casa automobilistica sulla reale valutazione dell’auto provata? perché spesso si elogia il marchio a prescindere dalla vera qualità dell’auto prodotta. Idem al contrario…

Claudio: Siamo esseri umani anche noi, e per quanto se ne possa dire ci possono essere delle preferenze nei confronti di qualche brand in particolare, magari non per un motivo specifico: ci si può essere legati per la storia, per esperienze passate….per tutto. Sappi però che se mi danno una supercar e fa cagare, non se la scampa!


Devid Buratta Nel mondo dell’auto ormai diventato un concentrato di elettronica e obbligatoriamente con livelli di sicurezza con standard che tutte le case devono per forza superare. Esiste ancora quell’enorme abisso fra case tedesche, italiane, francesi di analoga categoria? Oppure ormai è solo questione di abitudine sminuire e tirare me..a gli uni agli altri?

Claudio: Assolutamente sì! Gli standard delle case automobilistiche si sono livellati molto rispetto ad un po’ di anni fa, e questo non solo in termini di prestazioni e/o elettronica, ma anche di accoppiamenti. E’ una questione di processi produttivi sempre più standardizzati e precisi


Reato Gabriele Mai pensato, assieme al tuo principale, di fronte a un problema non grave “chi se ne frega si arrangieranno i propietari”. La solita di quando un problema è trascurabile e quando no ,da chi dipende?(casa madre,brand,risolvibilitá)

Claudio: No, i problemi si risolvono, poi dipende da situazione a situazione: conta comunque che di solito è bene avvisare la Casa e decidere una strada comune


Leo Conte Pigna Avevo visto tempo fa una puntata di Megafabbriche, in cui si spiegava la Pagani Huayra, e dicevano che il tester di quella vettura faceva un milione di km. Quindi la mia domanda è: “quanti km bisogna fare per testare un’auto???”

Claudio: Con l’esempio della Huayra confondi i test giornalistici con i test prototipi, e sono diversi. I prototipi hanno bisogno di fare test prima della messa in produzione, ed anche dopo per valutarne l’affidabilità, mentre i giornalisti nei propri test valutano l’handling dell’auto e la sua usabilità nelle condizioni per le quali è stata pensata (supercar in pista, citycar in città, berlina per i viaggi, SUV come complementi d’arredo….ah no….forse per le strade ugualmente).


Maicol Picchetti Qual è l’auto migliore per andare a figa? E in base a cosa la sua scelta?

Claudio: Il problema è: se vai a figa grazie all’auto, devi darle un buon motivo per ricordarsi di te….altrimenti la FdM (Figura di Merda) è garantita! No?

Porsche Boxster GTS


Francesco Villa “Qual é la migliore auto mai provata? Non la più veloce o la più costosa, bensì quella che svettava di più sulle concorrenti dello stesso segmento.
Allo stesso modo, qual é stata la peggiore?”

Claudio: Richiedimelo tra qualche tempo, che devo provare la Giulia Quadrifoglio…….potrebbe rispondere all’una o all’altra!


Paolo Pavarini La mia domanda è: ammettendo di pesare circa 90kg con un tasso alcolico di 2.0,una seicento con filtro e marmitta derivata da Simonini per Piaggio Ciao e con 4 galline ed un gallo a bordo quanto posso impiegare a fare la salita fino allo Stelvio con Toto Cutugno a palla sullo stereo?

Claudio: Sali dritto “a cazzo duro”: in quelle situazioni non esistono strade che non si possano percorrere!


Michele Brasola Perchè quando recensite berline o suv premium, mettete praticamente solo le tedesche e quasi mai anche le giapponesi lexus e infiniti?

Claudio: Negli ultimi anni Lexus e Infiniti hanno cominciato ad essere maggiormente apprezzate dal mercato italiano, di conseguenza i volumi di vendita sono aumentati, così come l’interesse verso il brand. Restano comunque una sorta di nicchia, ma se ne comincia a parlare molto di più!


Nicola Faccincani Come si diventa tester a parte i soliti corsi guidare sicuri che costano un botto o carriere in campionati velocità che i comuni mortali non si possono permettere …..bla bla bla

Claudio: Tanto culo (averlo, non darlo eh!). Essere al momento giusto nel posto giusto, o almeno essere ben indirizzati….il resto è buona volontà, bravura, gavetta: è un mondo così competitivo che se non ti inventi qualcosa o esci dal coro vieni scartato in partenza


Federico Codazzi Che percorso formativo/lavorativo hai attraversato per diventare quello che sei ora?

Claudio: Sono laureando in Ing. Aerospaziale (mancano pochi esami), poi ho seguito un corso per collaudatori, che non è per nulla un corso di guida sicura o sportiva, e sono riuscito a muovermi nel modo giusto per farmi notare. That’s all


 

Angelo Porcu Veramente pensate che la nuova Tipo sia una buona auto? Mi pare che tutte le riviste e siti siano stati fin troppo buoni con un’auto che 10 anni fa forse avrebbe avuto successo, oggi se lo avrà è per il prezzo per il momento concorrenziale ma con materiali e design non proprio del 2016.

Claudio: Beh il design è Fiat, o meglio cerca di aprire un nuovo corso stilistico per Fiat, non lo trovo “vecchio”: sono interpretazioni. Conta che in alcuni campi l’estetica è una sorta di ciclo…..se non fosse per l’aerodinamica probabilmente torneremmo a breve alle forme squadrate! Su Tipo il discorso è: costa poco, ok, ma li vale? Quando l’ho provata ho dato un parere positivo perché fa esattamente quello per cui è stata pensata, cioè trasportare da un punto A ad un punto B. Alcuni scivoloni ci sono in termini di assemblaggi eh….


 

Giuseppe Grassi quanto vi pagano per non dichiarare l’effettivo consumo di carburante?? VERGOGNA

Claudio: Sicuro che non dichiariamo l’effettivo consumo? Quando abbiamo una scheda tecnica tra le mani dobbiamo, in mancanza di dati strumentali certificabili, attenerci a quella, mentre durante i test alcune auto vengono stressate come non accadrebbe su strade (non guidi in pista tutti i giorni, con l’auto impiccata) e quindi i consumi non sono attendibili. Fatto sta che quando mi trovo a riportare il consumo di un’auto lo vedo dall’effettiva percorrenza durante test di durata, ad esempio dopo i trasferimenti autostrada o dopo averla utilizzata come auto di tutti i giorni


Alfonso Giammarco Visto che è un tester perché non buttargli il domandone bomba: secondo te tra Giulia, A4 , serie3; qual è realmente la migliore??

Claudio: BOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOM


 

Giancarlo Torregrossa “Cosa pensi dei conduttori di top gear Italia?

Claudio: Sinceramente” Sono stato inizialmente scettico, e molto. Ora lo sono ancora ma di meno, perché comunque non avrei immaginato direttamente loro lì. Magari è una questione di assuefazione, ma alla fine Top Gear è un programma nel quale i conduttori devono fare i coglioni, non i temponi in pista: a quelli ci pensa Stig!


 

Marco Branchi Leggo articoli in cui si dice solo quello che va bene. Non sarebbe più interessante capire cosa hanno di sbagliato le varie auto?

Claudio: Come detto più sopra: ogni auto ha pregi e difetti. Sono sempre del parere che vadano detti entrambi, altrimenti si perde (giustamente) anche di credibilità


 

Domenico Cosenza Quante volte hai detto che un’auto è perfetta invece ti faceva cagare come imperfezione?

Claudio: Mai

Seat Leon Cup Racer


 

Maurizio Blondi Che faccia fanno I costruttori, quando gli fa notare eventuali difetti/pecche, sfuggiti ai loro super ingegneri?

Claudio: I Costruttori cadono sempre in piedi, potrebbero inventarsi qualunque motivo per dirti che quella cosa l’avevano pensata proprio così. Ad ogni modo il dialogo è mediamente costruttivo, anche se solo in alcuni casi si parla con gli ingegneri di prodotto


 

Daniel Pool Quali sono le tre auto (costo medio, non supercar o superlusso) che vorrebbe nel suo garage e perché.

Claudio: Ne vorrei tante, troppe! Shelby Cobra perché è un’icona, un must, Pagani Huayra perché nel suo complesso è praticamente uno dei punti di riferimento attualmente per le supercar. In questo momento ho in prova una Porsche Cayman GT4 e devo dire che anche mi diverte….


 

Pol Mec Cartnei Prendi più di stipendio o di bustarelle?

Claudio: Bustarelle? Magari!


 

Emiliano Bianchini La sportiva più comoda per trombare sul cofano?

Claudio: Quella con il cofano più lungo!


 

Mirko Rossi Qual e’ la macchina che statistiche alla mano attira più fighe? 😂😂😂

Claudio: Oh siete fissati voi e ste fighe! Fate bene, bravi! Supercar qualunque, in assoluto, che facciano un macello assurdo quando le accendi, tanto per le donne che guardano questo in un uomo l’una vale l’altra!


 

Manzo Giuseppe Hai mai guidato il Deltone?

Claudio: Ebbene sì! Per poco, ma ne ho avuto il piacere. Giudizio? Ingiudicabile!


Mirko Marra Trentino Preferisce il deltone o il pandino 4×4??

Claudio: Una sfida tra titani insomma…. Non posso scegliere nessuna delle due come preferita, il Karma mi punirebbe.

(Cazzate: il Deltone! Consideriamola coma una Panda 4×4 pompatissima con ignoranza all’ennesima potenza!)


 

Paolo Cabriolu Quante auto ha spaccato in tutte le sue prove?

Claudio: Fortunatamente nessuna! Avendo avuto una formazione da collaudatore ed essendo razionale di carattere, si sposta il limite sempre un po’ più su in modo graduale, senza fare cazzate. Questo non vuol dire che, nel tempo, non ci sia stato qualche episodio pericoloso….ma va che stai portando sfiga? 😛


 

Roberto Gasperini Riuscirebbe l’esperto a mettere alla frusta questo oggetto senza passare a miglior vita ?

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Claudio: Ci si può sempre provare, mai dare nulla per scontato


 

Valerio Fino “Durante i test delle vw quanto olio aggiungete ?”

Claudio: Ettolitri ed ettolitri, ettolitri al quadrato! (scherzo eh!)


 

Alberto Charlie Zanola A quando i test sulla praticità dell’auto in camporella?!

Claudio: Eppure mi pare che qualche collega l’abbia fatto…….


 

Domande degli admin,(perché sono stronzo)


Admin: Hai mai usato una delle auto in prova per rimorchiare?

Claudio: Nonostante ne abbia avute di belle in prova, rimorchiare esplicitamente no, ma sapessi come guardano…
Hai mai scopato in una delle auto in prova? Quale è stata la più comoda? Picche, mai fatto: ho la mia Golf che se la cava egregiamente!


 

Admin: Domand aseria : molti pensano che il lavoro sia solo andare in giro in auto, quasi un gioco, quanta gente ti dice “ma perché è un lavoro?” ti rode o provi a spiegare tutta la “postproduzione” al lavoro per strada? Quanto tempo ti prende quest’ultimo?

Claudio: Ci sono molte persone che dicono questo sia il lavoro più bello del mondo. Beh, sotto alcuni aspetti è vero, perché ti porta a girovagare e divertirti. Il fatto è che non si passano tutti i giorni sulle auto, tanto del lavoro è a spaccarsi la schiena al pc. Chi mi conosce lo sa che non è tutto oro ciò che luccica così come arrivano periodi ed occasioni durante le quali comincio a divertirmi come un pazzo. Generalmente, per far accendere una spia in chi mi ascolta, basta davvero un “non è tutto oro ciò che luccica, molto da fare è al pc” e via, nessun’altra spiegazione.


Admin: Test migliore, situazione più paradossale, situazione più spassosa

Claudio: Test migliore? Girare a Portimao con una Mercedes C63S AMG: quella pista è una sorta di sala giochi. Ero invece al Tazio Nuvolari per un test di un’auto di un privato e, prima di entrare in pista, parte una delle mie più classiche domande: “ci sono degli accorgimenti particolari su quest’auto, o cose che dovrei sapere prima di entrare in pista?”. La sua risposta fu “no, niente, ho solo cambiato l’impianto frenante”.
Io: “l’avrai rodato, no?”
Lui: “beh sì, ci ho fatto 300 km”
Il risultato è che in fondo al rettilineo l’auto non ha quasi frenato ed il pedale è venuto meno…..ho dovuto pregare in aramaico e aggredire il curvone per riuscire a mantenere la pista

Mercedes C63S AMG


Admin: Cosa ti ha spinto a fare il tester, quanto crede che un test drive influisca sull’acquisto di un’auto

Claudio: Trovo che il test drive sia fondamentale nel processo di acquisto di un’auto, io non comprerei mai un’auto che non ho provato…e poi i concessionari hanno le auto immatricolate apposta! Tu sposeresti mai una donna senza averla mai conosciuta?


Admin: Favorevole o contrario al differenziale elettronico

Claudio: Meccanico, meccanico, meccanico, meccanico (di merda)! Anche se devo dire che gli elettronici hanno fatto passi da gigante negli ultimi tempi


Admin: Come fai a pianificare le giornate? Hai giornate vuote? Come ti organizzi? Ci racconti una settimana tipo?
Claudio: Giornate vuote? Diverse a dire il vero, poiché ci sono periodi molto intensi e periodi un po’ fiacchi. L’organizzazione della giornata mi porta a perdere la mattinata a lavorare e risparmiare il pomeriggio per eventuali arretrati o imprevisti. Gli eventi stampa sono organizzati direttamente dalle Case Automobilistiche, quindi quei giorni sono monopolizzati, per il resto con le auto in test riesco ad organizzarmi in modo piuttosto tranquillo per far combaciare tutti gli altri impegni. Settimana tipo? Non c’è: sono sempre diverse!


Admin: Come hai trovato le domande dei fan? Interessanti, stupide e scontate o degne di mdm?
Claudio: Ammetto che la maggior parte me le aspettavo. Mi ha spiazzato la prima, “che ore sono?”, dopo la quale ho iniziato a pensare che avrei trovato delle assurdità! Però tutte giustificate, soprattutto sulla figa: da buon MdMtette!

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