SPEZZARE LA LANCIA
La Storia non vende. Ma almeno non dovrà vendersi.
“Abbiamo constatato che Lancia non ha attrattiva ne in Europa ne negli USA, e crediamo che Alfa Romeo la superi di molto”. Queste le parole, dure, di Marchionne, pronunciate solo poche settimane fa. Parole che fanno male sopratutto a pochi mesi dal compleanno dei 110 anni, di un marchio che ha fatto la Storia dei motori, con buona pace di ciò che può pensare Sergio.
Ancora oggi infatti, Lancia è non solo il marchio automobilistico che vanta più vittorie nei Rally, ma anche quello col maggiore numero di brevetti tecnici registrati. Tanto per dire, fu la Lambda a montare per prima una scocca autoportante nel lontano 1922.

Eppure nonostante auto quali la Flaminia, la Fulvia, la Stratos, la Delta o la 037, Lancia non avrebbe attrattiva al di fuori dell’Italia. E certo che se speravano di attrarre compratori rimarchiando le Chrysler, forse, qualcosa che non funziona c’è davvero. Oggi a listino resta la sola Ypsilon, forte delle sue vendite corpose, ma è probabilmente destinata a sparire nei prossimi anni.
E allora? Finirà tutto così?

In realtà è molto probabile; ma cari amici Lancisti, se ci pensate bene, non è un male per forza: provate a trasporre le operazioni fatte ad esempio con Renegade, o molti altri esempi nel recente passato; battezzare auto mediocri che nulla hanno a che vedere con le loro progenitrici, come mera operazione di marketing. Ok, con Giulia e Cinquecento hanno fatto un buon lavoro, ma scommetto, visti i precedenti, che saremmo costretti a vederci la Lancia Lambda come station wagon americana mastodontica, la Beta HPE come una sorta di Giulia Shooting Brake anti-CLA Mercedes, e Dio non voglia una Fulvia come auto simpatica per shampiste trendy.

Di scempi, con questo Marchio, ne abbiamo già visti fin troppi (la Musa, porca miseria, la Musa! Una Fiat Idea ricarrozzata), se per stare nel Futuro bisogna vendersi l’Anima, allora meglio rimanere nel Passato. Come dice Abatantuono sul finale di Mediterraneo, “Avete vinto voi, ma almeno non riuscirete a considerarmi vostro complice”.