LO SCOUT SPEED E’ REALTA’ GRAZIE AL TRIBUNALE DI ROVIGO. MA ROVIGO, DOV’E’?

Avete presente quando siete di corsa perché la vostra fidanzata ha casa libera? A un certo punto nel tragitto si incrocia sempre una Bravo azzurra con le strisce bianche e una sirena sul tetto, e improvvisamente da lupi arrapati ci si trasforma in agnelli evirati. Ma ora la polizia ha lo scout speed, o come lo chiama qualcuno, supervelox, un sistema che è in grado di studiare l’andamento di una vettura e capire se il conducente ha infranto i limiti anche un istante prima di incrociare la pattuglia. Perché questo è un sistema che si monta sui cruscotti delle auto civette e che funziona anche per le auto che vengono dalla carreggiata opposta. Il tribunale di Rovigo ha dichiarato questo sistema legale, e la brutta notizia è che, essendo mobile, non ci sarà nemmeno il bisogno di segnalarlo! Naturalmente questo sistema verrà usato senza ritegno per far cassa, e non per fare prevenzione.

Moonlight ha vinto l’oscar come miglior film. Per errore però era stato annunciato vincitore La La Land, e per gli addetti ai lavori era stata una doppia delusione, scendere dal palco dopo aver avuto la vittoria in pugno per un istante. Tutti pensavano che la Giulia sarebbe stata auto dell’anno. Però (per pochissimo) ha vinto la 3008, che ci piace: è originale e ben fatta, anche se la trazione integrale farebbe proprio al caso suo. Ma meritava il premio? No. Perché alla fine, della 3008, non frega nulla a nessuno. Con la Giulia invece ci siamo smontati le palle a forza di trovarcela in bacheca. Carlo Cavicchi, nella sua rubrica-blog di Quattroruote, ipotizza che i voti dei giornalisti spagnoli e portoghesi alla Giulia (bassissimi, talvolta nulli) siano stati dati per ripicca all’Alfa, che, disorganizzata, non avrebbe consegnato le auto alla stampa come invece ha fatto nel resto d’Europa. La redazione di Quattroruote ha preso le distanze dalla sua opinione, scaricandolo vergognosamente. Sarebbe curioso sapere ora quanto Peugeot pagherà il COTY per poter mettere l’adesivo “Car of the year” sui lunotti posteriori delle sue auto.

Per 2,2 miliardi di dollari. E, per almeno qualche anno, le due case rimarranno separate per motivi organizzativi. La curiosità è che General Motors ha perso un mucchio di soldi in Europa. Si parla di 9 miliardi nel 2016. Ma ai vertici GM danno la colpa di ciò alla Brexit: a detta loro, si sarebbe raggiunto il pareggio di bilancio. Il che vuol dire che, una volta raggiunto un nuovo equilibrio economico, potrebbero esserci profitti miliardari per PSA – che ora è il secondo gruppo più grande d’Europa.
Del resto quando parliamo di Opel non parliamo di un’azienducola da due soldi.

Davies cade in gara due ma si rialza e si riprende.
Melandri si fa beffare di una posizione da Sykes all’ultima curva in entrambe le gare, due anni fuori dalla bagarre si fanno sentire.
Intanto in Qatar ultime prove prima del debutto mondiale.
Ducati cala l’ “asso di ali” una carena anteriore innovativa che dovrebbe sopperire alle ali ormai vietate.
Vedremo come andrà.
A GINEVRA TORNANO ITALDESIGN E PININFARINA, MA AL GUINZAGLIO.

Italdesign ha presentato il prototipo di un’auto volante e una supercar in piccola serie su meccanica Lamborghini. Pininfarina invece ha curato il design della supercar di Emerson Fittipaldi, e quello di un berlinone elettrico di Hong Kong. Ma siamo ben lontani dai tempi in cui avere la scritta “Giugiaro” o “Pininfarina” sulla carrozzeria era un’assicurazione per il successo, o rimaneva comunque un grande onore. Adesso abbiamo due nomi che esistono solo grazie alla riconoscenza di chi li ha comprati (Rispettivamente VW e Mahindra) e che ancora non ne ha capito bene la collocazione. Lo sviluppo dei centri di stile autonomi ha cannibalizzato tutte queste aziende di design, che vivono assistendo quelle case che ancora non ne hanno uno loro.

E’ una Ducati Panigale R, ed alcuni svizzeri l’hanno stravolta creando la Blue Shark. L’unica cosa che la fa somigliare ancora ad una Ducati è lo scarico Akrapovic, che è lo stesso delle Ducati da SBK.

Il mercato delle 911 è più drogato di Vasco Rossi negli anni d’oro. Specialmente le edizioni speciali, anche le più diffuse. Ci sono casi di 911 GT3 comprate nuove, guidate per 3000 km e poi rivendute a ventimila euro in più. Per non parlare della 911 R. Doveva essere una GT3 RS meno estrema, senza appendici aerodinamiche esasperate, ma soprattutto col cambio manuale. Il prezzo poteva oscillare tra i 250mila euro e i 300 (non so e non mi interessa visto che non me la sarei potuta permettere)? Bene, ora c’è qualcuno che chiede UN MILIONE per quell’esemplare. Ottimo! Ma chi l’ha comprata sappia che ora si può ordinare la 911 GT3 “normale” con il cambio manuale. Vi sentite meno speciali adesso, eh?

McLaren, Redbull e Mercedes sono al lavoro per la prossima generazione di hypercar. McLaren sta preparando una McLaren F1 del ventunesimo secolo, con i tre magici posti e il pilota al centro; mentre Redbull sta sviluppando l’Aston Martin Valkirye. E Mercedes, invece? Loro hanno preso il 1.6 V6 della monoposto che tanto ha vinto negli ultimi anni, e lo stanno mettendo su una stradale. Questa avrà quattro motori elettrici e questo “motorino”, che però sarà progettato per durare poco: si parla di 50mila chilometri prima che necessiti di essere cambiato o ricostruito. Però dobbiamo ancora trovare persone disposte a spendere 3 milioni di dollari per un’auto da usare tutti i giorni, tranne forse per quel giapponese che usava una McLaren P1 per il tragitto casa-lavoro. Ma gli ingegneri McLaren, prima di mettere in vendita quell’auto, fecero un milione e mezzo di chilometri con i prototipi: tutt’altra cosa.
Generalmente un costruttore mette in commercio un modello dopo essersi assicurato che possa passare i crash test convenzionati, sempre più severi. Ma noi guidatori nella vita reale, sappiamo che i crash test, sebbene siano utili, vengono svolti a velocità che ci spaventano ben poco. Quanti di noi viaggiano quotidianamente superando i cento chilometri orari? Tanti. Eppure le nostre auto vengono costruite per superare crash test da circa 60 chilometri orari. Volvo invece fa i compiti a casa, cercando di simulare incidenti a velocità molto più elevate per poi ridere in faccia a organizzazioni come EuroNcap e NHTSA. Come quella volta che fecero schiantare una XC90 nella trasmissione Fifth Gear.
Per un costruttore tedesco è normale aggiungere cavalleria alle proprie vetture quando la concorrenza si fa agguerrita. Ed essendo la nuova concorrenza composta da rivali “biturbo”, la vecchia RS5 aveva ormai poco da dire con il suo (meraviglioso) 4.2 V8 aspirato, che si fermava a 450 cavalli dove Giulia Q e C63 superano i 500. Eppure la nuova generazione, dotata di un 2.9 V6 biturbo, si ferma a quota 450 cavalli, cinquanta in più della più piccola e meno costosa RS3. Vedremo nei prossimi mesi se la trazione integrale sarà in grado di sopperire alle mancanze in termini di potenza.

Infatti fu l’unico a vincere sia il motomondiale (dal 1956 al 1960 nelle categorie 350 e 500) sia un mondiale di Formula 1 con la Ferrari, nel ’64. Riposi in pace.