Un fan ci chiede : “Perché non parlare della Plymouth Prowler?” Quando ero piccolo ce l’aveva il mio vicino di casa e passavo delle ore a guardarla. Era particolare a quei tempi e lo è ancora. In quanti la conosceranno?”

Ebbene, la nostra auto del giorno è proprio la Plymouth Prowler (o meglio, Chrysler Prowler dopo la soppressione del marchio Plymouth, nel 2001), una piccola roadster due porte spiccatamente americana: come la PT Cruiser di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, anche oggi si parla di un’auto dal design retrò, stavolta tuttavia fortemente ispirato alle Hot Rod degli anni ’30 e alle vetture sport da competizione della Formula Indy.

Ebbene, la nostra auto del giorno è proprio la Plymouth Prowler (o meglio, Chrysler Prowler dopo la soppressione del marchio Plymouth, nel 2001), una piccola roadster due porte spiccatamente americana: come la PT Cruiser di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, anche oggi si parla di un’auto dal design retrò, stavolta tuttavia fortemente ispirato alle Hot Rod degli anni ’30 e alle vetture sport da competizione della Formula Indy.

Tecnicamente presentava alcune caratteristiche peculiari : il motore era un V6 (naturalmente benzina) da 214 CV di potenza, installato anteriormente, il quale nel ‘99 fu aggiornato con un monoblocco in alluminio, aumentando la potenza di circa ulteriori 40 CV.Alluminio che peraltro veniva usato anche largamente nel telaio, per diminuirne il peso e garantire dunque un’accelerazione bruciante.

Trazione posteriore e ripartizione dei pesi 50/50, come su altre auto sportive dell’epoca (Corvette, sto pensando a te), freni a disco su tutte e quattro le ruote.
Destinata ad un mercato di nicchia, ne furono venduti fino al 2002 circa 11.000 esemplari, prodotti fra l’Ohio e Detroit, dopodiché venne “sostituita” nel 2004 dalla sorella maggiore Chrysler Crossfire, una coupè/cabrio derivata dalla Mercedes SLK che a dir la verità aveva ben poco da spartire con la nostra Prowler, ben più piccola, retrò e “evocativa”.
