Semplicemente un mito su ruote : progettata alla fine degli anni ’70 per essere impiegata nelle competizioni di rally, (e in particolar modo, narra la leggenda, per battere la Fiat 131 Abarth Rally), fu prodotta e venduta tra il 1980 e il 1985, vincendo peraltro alcuni WRC durante gli anni ’80.
Motore 1.4, 4 cilindri in linea, montato in posizione posteriore centrale longitudinale, erogava la bellezza di 160 CV, aveva alcune soluzioni tecniche veramente interessanti, come la testata realizzata in lega leggera e la sovralimentazione attuata da un turbocompressore Garrett.
La trazione è posteriore, il cambio a 5 rapporti.
Velocità massima? 200 km/h, ma fu l’accelerazione, da 0 a 100 km/h in soli 6,5 secondi, a farla entrare nella leggenda.
Naturalmente derivata dalle Renault 5, non fu sviluppata su una scocca a se stante ma su quella della sorella, pesantemente modificata per poter alloggiare motore, meccanica modificata, serbatoi, prese d’aria e accessori indispensabili per la categoria (il solo bilanciamento dei pesi necessario ad un’auto da rally rendeva necessaria una riprogettazione quasi totale) e presenti “nativamente” su autovetture sviluppate ad-hoc (come la Stratos).
I telai della R5 venivano dapprima inviatati alla carrozzeria Heuliez che le modificava allungando fra l’altro anche il passo e poi inviate alle offine Alpine, che terminava l’assemblaggio, la verniciatura e gli ultimi dettagli
Scocca fondamentalmente da utilitaria ma aspetto da muscle car (curiosità : la linea finale derivava da un prototipo Italianissimo, realizzato da Bertone e disegnato da Marcello Gandini nel 1978), elevata potenza del motore e peso generale dell’auto ridotto le fecero guadagnare entro pochi anni l’appellativo di “Turbone” da parte dei suoi numerosi fan.


