Chi ha visto il film “Ricky e Barabba” si ricorderà la scena finale : Christian de Sica che urla “Ferrari Testarossa, un mito, nun sè battè…” e si allontana all’orizzonte insieme a Renato Pozzetto su questa fiammante supercar rossa.
Beh, De Sica aveva ragione : la Testarossa è con tutta probabilità uno dei capolavori di stile e di ingegneria più indimenticabili di Maranello e del panorama automobilistico mondiale.
Un’automobile che trascende oltre il veicolo per diventare una vera e propria icona esclusiva dello stile Italiano, prodotta in “soli” 7177 esemplari.

Presentata al salone di Parigi nel 1984 e nata dalla penna del grande Pininfarina, la Ferrari Testarossa rappresentava (e rappresenta) la massima sintesi di eleganza e aggressività, ancora in grado di incantare lo spettatore a 30 anni dal suo debutto.
Caratterizzata da una carrozzeria larga e bassa, dall’imponente coda allargata e dominata da luci rettangolari sotto una serie di barre orizzontali e dalle grandi e vistosissime griglie sulle fiancate che le diedero un biglietto di prima classe per l’immortalità.

A dir la verità questa “vistosità” non generò solo (ampi) consensi ma anche qualche critica da alcuni dei “più puristi”, che la considerarono persino “eccessiva”, troppo vicina all’ideale della rivale Lamborghini che all’eleganza della casa del Cavallino Rampante.
Certo, in effetti sarebbe stato possibile trovare soluzioni stilistiche più anonime e ugualmente funzionali ma … perché?
La Testarossa doveva stupire e incantare, e chiunque dica che non ci sia riuscita sta mentendo.
Equipaggiata con un enorme 4.9 V12 (motivo per il quale la coda, che ospita il motore, doveva essere così pronunciata) con 4 valvole per cilindro dal sound emozionante oltre ogni misura, con i suoi 390 CV era in grado di farla accelerare da 0-100 in meno di 6 secondi fino a 290 km/h, regalandole il primato di auto stradale più veloce in assoluto della sua epoca.

Alcune Testarossa in particolare sono entrate nell’immaginario collettivo : la Ferrari Testarossa di colore bianco usata nella celebre serie “Miami Vice”, ma anche quella nera di Maradona e l’unico modello in versione spider sviluppato appositamente per Gianni Agnelli.
Un mito, prodotto fino al 1996, che ha lasciato il segno nella Storia dell’automobile.