Aston Martin Lagonda : pionieristica … anche troppo!

Aston Martin Lagonda : avveniristica … anche troppo!

Nata alla fine degli anni 70 da Aston Martin, aveva lo scopo di “scrollarle” di dosso la “fama” di produttrice di auto sì artigianali ma troppo banali e tradizionali.

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Nacque così la Lagonda, ambizioso progetto di berlina a quattro porte derivato dalla coupe AM V8, dalla quale avrebbe ereditato anche il grosso 5.3 V8 bialbero a quattro carburatori (poi aggiornati all’iniezione elettronica, con potenza ridotta)

Beh, sulla carta la cosa funzionava : l’auto sarebbe stata prodotta in alluminio (estremamente innovativo per l’epoca), avrebbe avuto una linea futuristica e dinamica e sarebbe stata infarcita di una sofisticatissima elettronica, sia per il cambio automatico che per un complesso sistema di bordo, composto persino da un display digitale e un televisore a colori che doveva fungere da sistema di “infoentainment”

Nella pratica, però, si scopri tragicamente che il risultato fosse diverso : l’alluminio era particolarmente difficile da lavorare (in particolar modo era praticamente impossibile realizzare bombature e curve complesse), dunque la linea (disegnata da William Towns) appariva decisamente TROPPO futuristica, cosi tanto che Bloomberg la descrisse come l’auto più brutta degli ultimi 50 anni.

L’elettronica e la meccanica?
Anche peggio: telaio che arrugginiva rapidamente, strumentazione elettronica e fari che si bloccavano regolarmente, impianto elettrico totalmente inaffidabile.
Il TIME a proposito scrisse che fosse “una catastrofe meccanica con un’elettronica che sarebbe stata imponente se solo avesse funzionato”

Dopo un restyling che più che migliorarne la linea la stravolse ulteriormente, la Lagonda usci di produzione nel 1989, con poco più di 600 esemplari prodotti e cadendo rapidamente nel dimenticatoio.


 

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